Filippo Basetti, nato a Pistoia nel 1975, si occupa di arti visive.
Il lavoro artistico di Filippo Basetti è incentrato, oramai da anni, sulla decontestualizzazione e sulla trasformazione dei luoghi, degli oggetti e delle persone; quando inserendovi elementi apparentemente "fuori luogo", quando facendoli vedere sotto altri punti di vista o sotto luce diversa, prendono un nuovo significato o diventano altre cose o altri luoghi. Non si pone il problema del mezzo ma del fine, ovvero raggiungere e restituire al meglio un’idea o un progetto. Passa così dalla fotografia, alla pittura, al video, al modello e all’installazione senza problemi di coscienza o di morale. Quasi tutti i suoi lavori, si rifanno alla fine all’architettura, alla fantascienza e alla visione organica della società, come unicum organismo vivente. Ha partecipato a numerose collettive, mostre personali e ha all’attivo riconoscimenti nel campo dei cortometraggi e video. Dal Gennaio 2009 al Dicembre 2012, ha lavorato con il progetto multiculturale europeo "Mus-e" dedicato ai bambini che si propone di contrastare, attraverso esperienze artistiche, l’emarginazione e il disagio sociale nelle scuole dell’infanzia e primarie.
Si ricordano le ultime personali a Pistoia presso "Residenza Puccini" nel 2012, “Aoristò” nel 2009, a Roma presso “Ketumbar” nel 2006 e a Firenze presso il “Gran Caffè Giubbe Rosse” nel 2005; le collettive come “Tre Colori, Tre Artisti” presso il Mac'n di Monsummano Terme, nel 2011 per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia; “I am design positive” presso la Triennale Bovisa di Milano e “Pistoia, I colori dell'esilio” presso la Biblioteca San Giorgio, il Chiostro San Giovanni e le Sale Affrescate del Comune di Pistoia, nel 2010; “Tools for Revolution or Just for Sale” presso Villa Romana a Firenze nel 2009; “Cina Cina Cina!!!” presso la Strozzina di Firenze nel 2008; “Postfordist Reality” a Pontedera nel 2007; “In visita – Giovani Artisti a Pistoia” presso il Centro di Documentazione Giovanni Michelucci a Pistoia nel 2004; “Contested Space” presso la Stazione Leopolda di Firenze e “S.O.S. Design per Emergency” presso l’ Università dell'Immagine di Milano nel 2002.
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CURRICULUM
                                           PORTFOLIO

The artistic work of Filippo Basetti is on contextualization and transformation of places, objects and people; inserting elements apparently "inappropriate", showing from other points of view or under different light, causing him to take on a new meaning or become other things or other places. Does not pose the problem of the means but the end goal of reaching and return the best idea or a project. Turn from photography, painting, video, the configuration and installation without problems of conscience or morals. Almost all his works, refer to the end architecture, science fiction and organic vision of society, such as unique living organism. He has participated in numerous group exhibitions, solo exhibitions and has assets awards in the field of short films and videos. Solo in Pistoia at "Residenza Puccini" in 2012 and "Aoristò" in 2009, in Rome at "Ketumbar" in 2006 and in Florence at the "Gran Caffè Giubbe Rosse" in 2005. Group exhibitions: "Three Colors, Three Artists" at the Mac'n Monsummano Terme, in 2011 for the celebrations of the 150th anniversary of the Unification of Italy, "I am positive design" at the Triennale of Milan Bovisa and "Pistoia , the colors of exile "at the Biblioteca San Giorgio, Chiostro di San Giovanni and City Hall of Pistoia  in 2010," Tools for Revolution or Just for Sale "at the Villa Romana in Florence in 2009," China China China ! "at the Strozzina of Florence in 2008;" Postfordist Reality "in Pontedera in 2007," on a visit - Young Artists in Pistoia "at the Center for Documentation Giovanni Michelucci in Pistoia in 2004," Contested Space "at the Stazione Leopolda Florence and "SOS Design for Emergency "at the 'University of the Image of Milan in 2002.


MURO ROSSO (2013) ACRILICO SU StampA PLotter. cm. 100 x 150 circa .

L’opera è un montaggio di fotografie elaborate graficamente e rappresenta un muro rosso che separa, ma non divide, Piazza del Popolo di Monsummano Terme. Non divide, perché il muro è bucato da archi di misura uguale, di dimensione tale da far passare le persone solo di traverso, ovvero di profilo. Questo obbligo comportamentale renderà, simbolicamente, le persone tutte uguali al passaggio attraverso il muro. La parete rossa interrompe la piazza e ne crea due, ridando così una funzione alla piazza che adesso per conformazione non ha.

ARCHEOLOGIA (2012) Stampe su carta. cm. 21 x 29,7 .

E' la logica prosecuzione di un vecchio lavoro pensato per Piazza Giusti a Monsummano Terme, dove la piazza veniva fruita solo all'altezza del piano primo degli edifici di contorno alla piazza, perché questa interamente occupata da auto parcheggiate. In questo caso da piazza-parcheggio a piazza-pedonale, il passo sarà breve e della prima rimarrà traccia di memoria, come uno scavo archeologico racconta quello che c'è stato. La piazza viene scavata di un metro e ottanta centimetri e riempita di auto. Viene realizzata una pavimentazione con grandi pannellature in vetro calpestabile (proprio come si fa quando si vogliono far vedere degli scavi archeologici), su cui si potrà passeggiare e vivere la piazza con tutte le sue nuove e vecchie funzioni. Camminare su i tetti delle auto, sarà estremamente estraniante e avrà un doppio significato di "passare sul passato" e che l'uomo è più importante dell'auto.


P.I.P. Prodotto Interno degli spazi Pubblici (2008) Serie di fotografie di cm. 30x40 

L'opera quantifica il prodotto interno degli spazi pubblici di relazione nel Quartiere dell'Isolotto di Firenze, che é storicamente nato e cresciuto con un forte senso di comunità sociale. Il P.I.P., tiene conto dei rapporti tra i cittadini e, analizzando la situazione attuale, può farci capire se esiste ancora il senso di collettività. Il valore è stato calcolato in un lasso di tempo che va dalle ore 9 alle ore 13 di un sabato mattina, percorrendo le principali zone pubbliche. L’opera artistica è così costituita da dati grafici che tracciano zone di diversa natura e da immagini fotografiche delle situazioni incontrate.

ROTONDE (2007-2012) SERIE DI STAMPE 13x18 CM.

Le “Rotonde” sono ventidue piccole opere realizzate in tecnica 3d, con motore di render a schizzo, e realizzate sulla base di idee, ragionamenti, progetti e visioni urbanistiche e sociali. La maggior parte di queste opere fa diventare il non-luogo della rotonda un luogo, oppure lo rende totalmente inutile come funzione originale e lo trasforma in una cosa diversa inserendo o togliendo cose apparentemente distanti: piscina pubblica, scultura non visibile, enorme vasca da bagno con paperella e altro ancora.


LA SALA D'ASPETTO DELLE IDEE (2012) Carta adesiva su fotografia. cm. 20 x 30

Le opere sintetizzano quello che è il processo creativo. Le idee sono embrioni tutti uguali che fluttuano, pronte a prendere forma per realizzarsi o abortire.


SVINCOLI (2007) ACRILICO SU TELA. cm. 50 x 50

I lavori in acrilico su tela, denominati "SVINCOLI", raccontano in bidimensionale una serie di svincoli stradali immaginari ma anche possibili. Questi lavori nascono in seguito alla lettura del racconto "L'isola di cemento" di J.G. Ballard.


PARKING KIT (2003) 100 PEZZI , CARTA e PLASTICA  cm. 15 x 25

L'opera nasce per la mostra "Networking City / La città della gente", promosso dalla Regione Toscana, Tra-Art Rete Regionale per l'Arte Contemporanea, e dai Comuni di Firenze, Livorno, Monsummano Terme, Prato, Siena e curata da Marco Scotini. Il Parking kit é appunto un kit per il parcheggio, rappresentato da una busta in plastica contenente una striscia di carta bianca lunga quanto lo sviluppo di uno stallo di un parcheggio. L'oggetto, portatile e di uso semplice, rende la vita dell'automobilista meno complicata nel trovare un parcheggio.

IMAGINART (2000-2005) CARTA, DISEGNO E FOTOGRAFIA 50x50 cm e misure varie

Le fotografie della serie IMAGINART, sono lavori fotografici ispirati alla fanta-architettura. Paesaggi realizzati tramite il disegno e con una tecnica di sottrazione di porzioni di carta, partendo dalla fotografia, fino a costruire un paesaggio nuovo. L'idea da cui nascono é la disconnessione dal luogo di origine e la perdita di identità dell'architettura. I foto-montaggi sono volutamente realizzati con tecniche tradizionali e per questo sono opere uniche e non riproducibili in serie.

RICERCHE FOTOGRAFICHE (2003 - 2013)

SCANNERCAMERA (2011–2013), realizzati sul tema del movimento, sono fatti con una speciale macchina fotografica autocostruita, assemblando insieme uno scanner piano e un banco ottico. Questa macchina ha così la particolarità di cogliere i corpi e gli oggetti in movimento, contrastando o assecondando il movimento del sensore dello scanner e producendo così immagini trasformate, distorte e deformate in modo naturale, senza l'ausilio di software di fotoritocco. Una ricerca sul movimento non percepito dall'occhio umano o da una “normale” macchina fotografica.
/ SKYLINE (2010), sono realizzate con l'utilizzo della macchina digitale senza obiettivo e nascono con l'intento di testare le potenzialità del sensore fotografico utilizzato in modo non convenzionale. / RAYO (2003-2004) sono un chiaro omaggio a Man Ray, rivistando la tecnica della rayografia e realizzate in camera oscura.



 
INSTALLAZIONI E SCULTURE


Wefth's Keith
- Chiostro San Francesco - Pistoia - 2004 - Pressed steel
/ Le cose che ho perso - Chiostro del Conservatorio San Giovanni Battista - Pistoia - 2009 - Leaves of paper with words written / Bicchiere - Villa Peyron - Fiesole - 2008 - Stovepipe colored steel / Hikikomori - Sale Affescate - Palazzo di Giano - Pistoia - 2009 - Wood door, footsteps, story and interviews / Vertigo  - Facciata della Basilica di Santo Spirito - Firenze - 2012 - Photograpic projection /  Crux - Garden oh the Curch of the Immaculate - Pistoia - 2011 - Corten steel cm. 150 x 300 / Composizione - Villa Peyron - 2011 - Objects of common use for cleaning the house